Ciampi sul carovita22.10.2004 «La ripresa dei consumi delle famiglie dipende dal livello di fiducia che si riesce a diffondere nel sistema. Per avviarla uno sforzo nella riduzione dei listini per i beni di largo consumo potrà costituire un'importante spinta».
A lanciare questo invito a ridurre i prezzi per rilanciare i consumi ed evitare un ristagno dell'economia è stato il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi in un intervento a 360 gradi sulla politica economica del Paese, mentre la legge finanziaria è al vaglio del Parlamento e i nostri conti pubblici sono sotto osservazione della Ue e del Fmi.
Ciampi ha colto l'occasione della consegna al Quirinale delle onorificenze ai cavalieri del lavoro -presenti il capo del governo Silvio Berlusconi e quattro ministri oltre al presidente della Camera Pierferdinando Casini per rivestire i panni di governatore della Banca d'Italia e di ministro del Tesoro e presidente del Consiglio già indossati in passato e indicare la strada sulla quale far muovere il Paese per 'incrociare' la ripresa economica.
Il Quirinale pianta 'paletti' guida su tutti i temi principali: dal sistema delle imprese a quello bancario, dalla perdita di competitività alla stagnazione produttiva, dalla spesa pubblica ai fondi per la ricerca, dalla riduzione dei prezzi alle opportunità offerte dall'euro, dal patto di stabilità alla crescita economica, dai consumi all'import-export per arrivare fino all'immigrazione e al calo delle nascite.
Concludendo con un monito che, al tempo stesso, esprime preoccupazione e speranza: «Per evitare la palude del ristagno, serve l'impegno intellettuale e creativo di ciascuno di noi, servono fiducia etenacia, serve operare con continuità. Se tutti sapremo prendere iniziative, ognuno nel suo ambito, per ridare slancio al sistema, i risultati non mancheranno».
Ciampi non nasconde il fatto che «se volgiamo lo sguardo all'economia di oggi, prevalgono le note di preoccupazione: congiuntura debole eproblemi strutturali complessi. La nostra economia da anni perde terreno in termini di competitività e, quindi, di quote di mercato, anche se negli ultimitempi le esportazioni stanno manifestando segni di risveglio. La produttività non aumenta. Resta ancora sensibile il divario tra infrastrutture ed esigenze delle imprese. La spesa globale in ricerca, privata e pubblica, stenta ad aumentare: tuttociò si riflette sulle possibilità di crescita e sul potenziale produttivo».
A questa situazione, il capo dello Stato invita a reagire: «Abbiamo superato in passato ben altre difficoltà economiche. Ho fiducia che l'Italia saprà risalire le graduatorie della competitività e saprà rimanere saldamente ai primi posti tra i Paesi industrializzati». Perciò, «si deve intervenire nell'immediato,avendo la prospettiva ed il coraggio di impostare e di avviare strategie di lungo periodo».
E sfruttando al meglio le nuove possibilità e occasioni offerte dall'euro e, conseguentemente, dall'esistenza oggi di una grande area economica integrata. Osserva infatti Ciampi: «Operiamo avendo alle spalle ilsostegno di una moneta solida che offre i vantaggi della stabilità e di bassi tassi di interesse ma che impone un radicale cambio di mentalità rispetto al passato».
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