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L’OSSERVATORIO “ACQUA CHIARA” SULLA QUALITÀ DELL’ACQUA DEL RUBINETTO PERCEPITA DAL CONSUMATORE DELLA PROVINCIA DI AGRIGENTO

Progetto approvato e cofinanziato dal

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE


  • Ha come obiettivi :

    monitorare l’uso alimentare dell’acqua da parte dei cittadini ed il loro gradimento rispetto alle condizioni di erogazione previsto dalla carta dei servizi;

  • contribuire al miglioramento del livello qualitativo del servizio e delle caratteristiche chimiche fisiche ed organolettiche dell’acqua misurata al domicilio degli utenti;
  • fidelizzare il consumatore all’uso alimentare dell’acqua del rubinetto;
  • predisporre una informazione adeguata dei proprietari e degli Amministratori condominiali sulle leggi 155/98 e D.L.VO. 2/2/2001 N°31 utile alla corretta applicazione stimolandone gli interventi di manutenzione e pulizia dei serbatoi di raccolta;
  • stimolare l’aggiornamento e la pubblicazione delle carte dei servizi degli Enti gestori ed erogatori del servizio idrico.

Con 7.000 interviste telefoniche indirizzate ad un campione casuale di cittadini prelevato dall’elenco telefonico “Pagine bianche” di Agrigento e provincia, ai quali è stato sottoposto un questionario con 10 domante su alcuni aspetti fondamentali del pianeta “acqua” per uso domestico.

L’uso per bere, per cucinare, dell’acqua del rubinetto, i tempi di erogazione, i metodi raccolta, il tipo ed il luogo del serbatoio di raccolta, la comprensibilità ed il costo della bolletta, sono gli elementi fondamentali dell’osservatorio.

L’indagine evidenzia una situazione del servizio idrico grave e sconfortante in tutta la provincia di Agrigento ed a macchia di leopardo, in assenza di uniformità di gestione, fornitura, erogazione e distribuzione con notevoli differenze da comune a comune.

Un elemento comune a tutti gli intervistati per il mancato uso dell’acqua del rubinetto è la diffidenza del consumatore nei confronti dell’Ente erogatore del servizio sia per esperienze passate che per pregiudizi alimentati da ossessivi messaggi di disfunzione del servizio.

L’uso dell’acqua minerale è enormemente diffuso ed a nostro avviso, rischia di creare, per la salute del consumatore più problemi di quanti ne vuole evitare dal punto di vista igienico sanitario.

Considerando l’imbottigliamento in contenitori non di vetro, il trasporto, lo stivaggio, l’esposizione alla luce ed alle escursioni termiche consequenziali, le acque minerali pure ed ottime alla sorgente (così come certificate da illustri Atenei) arrivano al consumatore, certamente non con le stesse qualità organolettiche che avevano alla fonte perché modificate.

L’uso e/o l’abuso del consumo di acque minerali pesa notevolmente sul bilancio familiare aggravando le già precarie condizioni economiche delle famiglie della provincia di Agrigento.

Considerando che le famiglie della provincia di Agrigento sono composte in media da tre persone, ipotizzando un litro d’acqua minerale pro capite come consumo quotidiano, se ne ricava un costo medio giornaliero di circa € 0,50 a famiglia, cioè € 15,00 al mese, 180 Euro l’anno che vanno aggiunti al costo del canone annuo da pagare all’Ente Gestore del servizio idrico.

Poiché nella quasi totalità dei comuni della provincia l’erogazione dell’acqua avviene saltuariamente per poche ore ed a giorni differenziati, quasi tutte le famiglie sono costrette a raccogliere l’acqua in appositi contenitori.

Il tipo di serbatoio, la sua collocazione, il materiale che lo compone, caratterizzano un elemento peculiare dell’osservatorio, si è rilevato che è ancora alto il numero di serbatoi in eternit, spesso non sostituiti per la difficoltà di smaltimento del relitto.

Attenzione particolare è riservata dall’osservatorio ai serbatoi condominiali per l’osservanza dei dettami della Decreto Legislativo 31/2001 e sui compiti e le responsabilità degli Amministratori Condominiali.

A giorni ARCO SICILIA completerà il progetto “Acqua Chiara” con i prelievi di campioni di acqua dal rubinetto delle abitazioni dei consumatori, per analisi chimico e batteriologice che saranno effettuate da laboratori convenzionati e specializzati, le risultanze saranno pubblicate nel sito www.arcosililia.org.

La carta dei servizi, che dovrebbe essere l’atto costitutivo di ogni Ente erogatore di servizi, risulta inesistente in quasi tutti i gestori del servizio idrico nella provincia di Agrigento, e là dove esiste, per atto dovuto (vedi E.A.S.), spesso sconosciuta dagli stessi operatori periferici, risulta un mero atto cartaceo privo di effetti pratici per i destinatari del servizio, cioè i cittadini consumatori.

Ecco i dati comune per comune:

Agrigento

Alessandria della Rocca

Aragona

Bivona

Burgio

Calamonaci

Caltabellotta

Camastra

Cammarata

Campobello di Licata

Canicattì

Casteltermini

Castrofilippo

Cattolica Eraclea

Cianciana

Comitini

Favara

Grotte

Joppolo Giancaxio

Licata

Lucca Sicula

Menfi

Montallegro

Montevago

Naro

Palma di Montechiaro

Porto Empedocle

Racalmuto

Raffadali

Ravanusa

Realmonte

Ribera

Sambuca di Sicilia

San Biagio Platani

San Giovanni Gemini

Sant'Angelo Muxaro

Santa Elisabetta

Santa Margherita Belice

Santo Stefano Quisquina

Sciacca

Siculiana

Villafranca Sicula



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