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I canicattinesi non si fidano dell'acqua che sgorga dai rubinetti e
preferiscono acquistare confezioni di acqua minerale per bere e
soddisfare i bisogni della famiglia. È il dato interessante emerso dal
sondaggio dell'Arco, un'associazione di consumatori che ieri mattina,
nel corso di una conferenza stampa, ha presentato il dossier "Acqua
chiara" dove si evince che solo il 6% dei canicattinesi utilizza
l'acqua corrente per bere. La restante parte, che rappresenta la
maggioranza, cioè il 94% dei canicattinesi intervistati, ha dichiarato,
invece, di non aver fiducia nell'acqua clorata. Ma come i canicattinesi
allora soddisfano la propria sete? Il sondaggio parla chiaro: il 91,1%
acquista l'acqua "con le bollicine", quella imbottigliata, motivando la
scelta con un fattore di sicurezza, mentre l'8,9% utilizza quella delle
fontanelle pubbliche.
«È più sicura - per gli
intervistati, secondo quanto riferito dal responsabile
dell'associazione Arco, Sciabarrà - quell'acqua imbottigliata che viene
stappata personalmente dagli utenti. Diverso il discorso delle
fontanelle pubbliche che ispirano maggiore fiducia alla gente rispetto
all'acqua che arriva nelle tubazioni delle proprie case». Ma perchè i
canicattinesi non usano l'acqua del rubinetto per bere? L'11% degli
intervistati motiva dicendo che c'è un eccesso di cloro, la restante
parte si affida alle più disparate considerazioni, dalla presenza di
pesticidi ad altri elementi considerati pericolosi. Se l'acqua che
arriva nei rubinetti non viene usata per bere allora per quali scopi
viene utilizzata? Il 64% delle casalinghe interpellate in questo
sondaggio utilizza l'acqua per cucinare, mentre ad usare l'acqua
corrente anche per le pulizie è il 74% degli intervistati. Il sondaggio
ha poi toccato altri temi che riguardano soprattutto il "male secolare"
della Sicilia e del canicattinese in particolare: la crisi idrica. Alle
persone intervistate telefonicamente i responsabili dell'Arco
consumatori hanno chiesto ogni quanti giorni arriva l'acqua a casa e
quante ore dura l'erogazione. La media che è uscita fuori è di 4-5
giorni di turnazione e di 4 ore di erogazione. «Stiamo lavorando per
migliorare questa situazione - ha affermato il presidente del
Consorzio Tre Sorgenti Calogero Mattina - e contiamo al più presto di
far riacquistare la fiducia nell'acqua "pubblica" ai cittadini». Paolo Picone
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