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A Ribera, e in buona parte dei comuni del vasto comprensorio occidentale della provincia, un cittadino su tre non consuma, ad uso potabile, l'acqua che viene fuori dai rubinetti di casa e preferisce, anche con un aggravio economico di una certa rilevanza per i bilanci familiari, l'uso dell'acqua minerale acquistata soprattutto nei supermercati.
È questo il dato di un'indagine accurata fatta dall'Arco Consumatori di Sicilia, l'Osservatorio "Acqua Chiara" sulla qualità dell'acqua del rubinetto percepita dal consumatore della provincia di Agrigento. L'indagine si è sviluppata su circa settemila interviste telefoniche indirizzata ad un campione casuale di cittadini ai quali è stato sottoposto un questionario con 10 domande. Un elemento comune a tutti gli intervistati, per il mancato uso dell'acqua del rubinetto, è stata la diffidenza del consumatore nei confronti dell'Ente erogatore del servizio sia per esperienze negative passate e sia per pregiudizi alimentati da ossessivi messaggi di disfunzione del servizio. A Ribera, infatti, utilizza l'acqua del rubinetto soltanto il 39% della popolazione, a Caltabellotta il 28%, a Montallegro il 41%, a Burgio il 48%, a Cattolica Eraclea il 55%, a Siculiana solo il 10%. Nei centri dell'interno montano agrigentino, dove c'è la presenza di risorse inesauribili di fonti sorgentizie locali che poche volte hanno mandato in tilt l'erogazione dell'acqua potabile, si registra un massiccio approvigionamento idrico potabile dagli acquedotti comunali. È il caso di Calamonaci dove gli utenti si servono del rubinetto casalingo all'87,5%, di Alessandria della Rocca al78,9%, di Bivona all'85,5%, di Santo Stefano Quisquina al 74,5%, di Cianciana all'83,5%, di Lucca Sicula al 76,2%, di Cammarata al 70% e di Villafranca Sicula al 60%. Un aspetto non marginale venuto fuori dall'indagine è quello relativo alla presenza ancora massiccia dei vecchi serbatoi per la raccolta familiare di materiale in eternit che rappresentano un pericolo per la salute pubblica a causa della presenza di amianto. Molti cittadini hanno fiutato il pericolo e hanno acquistato riserve in pvc e hanno fatto costruire sotto casa contenitori in cemento armato.
Enzo Minio

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