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Il Comune ha già fatto "tagliare" 600 prese di acqua in altrettante abitazioni i cui proprietari sono risultati essere morosi. Si tratta però di un dato provvisorio perchè a partire dalla prossima settimana, si prevede che la stessa sorte debbano subirla altri 1.500. In tutto quindi sono oltre 2 mila i cittadini che sono risultati essere non in regola con i tributi relativi alla fornitura del servizio idrico. Questo vuol dire che hanno potuto approvviggionarsi regolarmente senza però pagare quanto di dovuto al Comune che adesso però è corso ai ripari con questo provvedimento drastico, ma necessario per risollevare le casse dell'ente in modo tale da consentire alla commissione straordinaria di potere fare fronte alla gestione economica che non è per nulla indifferente visto le spese che deve sostenere per mandare avanti gli uffici e garantire i servizi ai cittadini. La scoperta di questi 2.100 cittadini non in regola con il pagamento dell'acqua, non è stato un caso, ma è frutto di un attenta verifica compiuta di recente dagli uffici che sono stati incaricati dai commissari che guidano il Comune di effettuare adeguati e scrupolosi controlli che adesso hanno dato gli esiti sperati. Per la verità la vicenda relativa al mancato pagamento del servizio idrico, non si riferisce all'altro ieri, ma si trascina da diversi anni a questa parte, quando cioè nelle case dei cittadini sono arrivate puntualmente le bollette con le quali venivano invitati a pagare il tributo. La stragrande maggioranza di essi, alcuni perchè economicamente impossibilitati a farlo, altri perchè la ritenevano un'ingiustizia in quanto non soddisfatti del servizio che veniva loro offerto, hanno deciso di rivolgersi al Giudice di pace che dopo lunga ed estenuante battaglia ha stabilito che in tutta questa vicenda chi aveva ragione era il Comune e per questo i cittadini inadempienti dovevano mettersi in regola con i pagamenti arretrati. Adesso per tutte queste persone è arrivata l'ora di saldare il "conto". Il Comune, sempre per venire incontro alle esigenze di ognuna di esse, ha concesso loro un termine di 15 giorni per azzerare tutto in modo tale da poter continuare ad usufruire del servizio. Pino Barbara
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