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La Sicilia - 04.06.2005
Sotto esame l'acqua dei nostri rubinetti
Arco consumatori sta effettuando da ieri delle analisi sul liquido che giunge nelle abitazioni
Si è iniziata ieri, nei locali dell'Arco Consumatori Sicilia di via Piersanti Mattarella, la verifica della qualità dell'acqua che giunge negli appartamenti con prelievi e successivi esami di laboratorio. Tutto ciò a completamento dell'osservatorio «Acqua Chiara» sulla qualità percepita dal consumatore. L'Arcosicilia, infatti, in ottemperanza al progetto approvato dal Ministero delle Attività Produttive, ha dato incarico al dottor Salvatore Vetro, responsabile di un laboratorio di analisi ambientale, di effettuare i prelievi, partendo dalla via Piersanti Mattarella e proseguendo nelle zone di via Dante e via Papa Luciani e nei quartieri di Fontanelle, Monserrato, Villaseta e Villaggio Mosè. Secondo una recente statistica, il 96 per cento degli agrigentini non si fida a bere l'acqua dei rubinetti e, considerando che mancano, tranne Bonamorone, le fontanelle pubbliche, sono costretti a rimediare acquistando l'acqua minerale, con un evidente impegno di capitali. L'esito delle analisi chimico-fisico e batteriologiche che serviranno per definire le condizioni organolettiche dell'acqua delle case, si avrà nei prossimi giorni. Tutti i dati saranno inseriti nel sito www.arcosicilia.org dove in atto si possono attingere quelli relativi alle indagini effettuate con circa seimila telefonate agli utenti. «L'iniziativa - ci ha detto il presidente dell'Arco avvocato Salvatore Tirinnocchi - oltre a sensibilizzare gli amministratori condominiali a garantire, attraverso le azioni obbligatorie di manutenzione e pulizia degli impianti previste da un apposito decreto legge, tende a tranquillizzare il consumatore sulle caratteristiche dell'acqua che giunge nel suo appartamento, sulle qualità igieniche e organolettiche e a far considerare il prezioso liquido una valida alternativa all'acqua minerale». Questa la speranza di quanti stanno svolgendo questi importanti test, bisognerà attendere adesso l'esito dei riscontri e capire se esistono i margini per portare avanti un programma di educazione all'uso potabile dell'acqua, ovvero se l'acqua che giunge nelle case è già entro i parametri di legge o si può intervenire con facilità per riportarla in tali limiti. Diversamente ad averla vinta sarebbe l'acqua imbottigliata, quella che ormai in città si consuma in larghissima scala per la gioia dei produttori e le ire delle tasche dei cittadini. Gerlando Micalizio
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