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 La Sicilia - 07.06.2005
Arco, indagine sulla qualità dell'acqua
Soltanto il 5,2% della popolazione di Licata usa l'acqua del rubinetto di casa per bere, mentre l'89,1% utilizza l'acqua minerale, il 10,5% l'acqua delle fontanelle pubbliche e la rimanente parte altre risorse, con conseguente incidenza sui bilanci familiari. E' questo il dato saliente venuto fuori a seguito di un'indagine condotto dall'Arco - Associazione difesa consumatori e utenti Sicilia - Osservatorio Acqua Chiara, nell'ambito di una ricerca sulla qualità dell'acqua del rubinetto, indagine impostata su dieci domande ben definite, dalle quali, tra l'altro emerge che l'acqua del rubinetto non viene utilizzata per mancanza di fiducia nel 96,6% dei casi, per eccesso di cloro (2,6%) e per il gusto (0,8%). Ed ancora l'indagine prosegue con domande relative alla periodicità in cui viene erogata l'acqua nelle civili abitazioni e sulla durata dell'erogazione. Per quanto concerne i serbatoi, emerge che il 33,7% delle famiglie usa serbatoi in Pvc; il 21,5% in eternit; il 4,6% in cemento armato. Mentre, per quanto concerne la raccolta delle acque a livello condominiale, il 7,7% usa serbatoi in Pvc e il 92,3% vasche in cemento armato. Un'altra voce della ricerca è quella relativa alla fatturazione del servizio, con il 24,5% dell'utenza che ritiene adeguato il costo, mentre ben il 75,% è di parere contrario; per quanto riguarda la lettura bolletta il 54,6% la considera comprensibile, ed il 45,4% no. Ma l'Arco, di cui è presidente regionale l'avvocato Salvatore Tirinnocchi, non si è limitato soltanto a raccogliere i dati a Licata come in tanti altri Comuni della Sicilia, perché andando oltre, l'Osservatorio Acqua Chiara, a completamento del suo operato, sulla qualità percepita dal consumatore dell'acqua del rubinetto, ha organizzato prelievi a campione in tutti i comuni. E a tal proposito, oggi il vicepresidente Gerlando Sciabarrasi, accompagnato da tecnici di un laboratorio convenzionato, sarà a Licata per effettuare prelievi di acqua erogata dai rubinetti di diversi condomini, per poi essere analizzata. «Tra gli altri obiettivi - ci ha dichiarato Sciabarrasi - l'iniziativa, oltre a sensibilizzare gli amministratori condominiali a garantire attraverso le azioni obbligatorie di manutenzione e pulizia degli impianti previste dalla legge, tende a fidelizzare il consumatore all'uso dell'acqua del rubinetto in alternativa dell'acqua minerale. Anche perché è noto che se l'acqua non è giudicata potabile dalle competenti autorità sanitarie, non può nemmeno essere messa in distribuzione. E a tal proposito, la nostra associazione, a volte con successo, altre volte no, cerca di contattare e coinvolgere anche le amministrazioni locali per il raggiungimento degli obiettivi prefissi». Antonio F. Morello
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