
La Sicilia - 23.06.2005
Partita l'operazione acquachiara Arco Sicilia. Già effettuati i primi prelievi per accertare la qualità e dare garanzie ai cittadini
Ha preso il via ieri, a Canicattì, ad opera dell'Arcosicilia, la verifica della qualità dell'acqua che giunge nelle abitazioni dei cittadini con i prelievi ed i successivi esami di laboratorio. L'Arcosicilia, infatti, seguendo un progetto approvato dal ministero delle Attività Produttive, ha dato incarico a Salvatore Vetro, responsabile di un laboratorio di analisi ambientale. «L'iniziativa - ha detto il presidente dell'Arco, Salvatore Tirinnocchi - oltre a sensibilizzare gli amministratori condominiali a garantire, attraverso le azioni obbligatorie di manutenzione e pulizia degli impianti previste da un apposito decreto legge, tende a tranquillizzare il consumatore sulle caratteristiche dell'acqua che giunge nella sua abitazione, sulle qualità igieniche e organolettiche e a far considerare il liquido che viene erogato una alternativa alla minerale». Completata la fase dei prelievi adesso bisognerà attendere l'esito dei riscontri e capire se esistono i margini per portare avanti un programma di educazione all'uso potabile dell'acqua, ovvero se l'acqua che giunge nelle case dei canicattinesi è già entro i parametri di legge o si può intervenire con facilità per riportarla in tali limiti. Diversamente, ad averla vinta sarebbe l'acqua imbottigliata, quella che ormai in città si consuma in larghissima scala per la gioia dei produttori e le ire delle tasche dei cittadini. Una precedente indagine effettuata a Canicattì dall'Arci aveva evidenziato, infatti, che se vuole un bicchiere d'acqua la maggior parte dei canicattinesi invece che affidarsi al rubinetto della cucina di casa stappa una bottiglia di minerale. È in costante crescita, infatti, in città il numero delle persone che all'acqua erogata dal servizio pubblico preferisce le bollicine della bottiglia di minerale. Tutta la fiducia dei canicattinesi nei confronti dell' acqua imbottigliata spesso è mal riposta. Le acque minerali, spesso contengono sostanze pericolose, come arsenico, cromo, nichel, nitrati e piombo, in concentrazioni superiori a quelle ammesse per l'acqua di rubinetto. Ma nonostante ciò la gente, che non si fida dell'acqua del rubinetto preferisce quella imbottigliata per non correre rischi. I pericoli dell'acqua potabile potrebbero essere legati alla presenza di germi, oppure di sostanze inquinanti dovute agli insediamenti urbani, alle tubature, alle pratiche agricole, agli scarichi industriali. Le indagini più recenti dimostrano, però, che, forse anche a causa delle emergenze passate l'acqua oggi erogata rispetta ampiamente tutti i limiti di legge e spesso evidenzia una composizione migliore di quella di molte acque minerali. L'uso di acqua minerale ha anche sorpassato di molto l'utilizzo del vino a tavola: è questo uno dei tanti segni che evidenziano il cambiamento dei costumi di vita che richiedono, in una società sempre più competitiva e stressante, lucidità mentale e fisico scattante, che evita di assimilare calorie aggiuntive. Per concludere bisogna dire che i canicattinesi da sempre hanno contestato la qualità dell'acqua che viene erogata dai rubinetti definita ai limiti della potabilità. Carmelo Vella
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