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La Sicilia - Siracusa 26.11.2005

Arcosicilia consumatori, associazione nazionale per la difesa di consumatori e utenti, ha monitorato le acque delle province di Agrigento, Trapani e Siracusa. Il monitoraggio denominato "acqua chiara" ha il compito di osservare e studiare l’uso alimentare dell’acqua da parte dei cittadini, cercando di spiegare loro che l’acqua che sgorga dei nostri rubinetti è potabile.
Nella nostra provincia, Arcosicilia ha eseguito circa 3.600 interviste telefoniche, proponendo agli intervistati un questionario di dieci domande sulla loro personale considerazione dell’acqua di rubinetto. Dei 21 comuni siracusani, ad usare principalmente l’acqua del rubinetto per bere sono gli abitanti di Melilli (56,1%), mentre, nel comune di Ferla, nessuno utilizza l’acqua del rubinetto per bere ma solo per usi domestici, quali cucinare o pulire frutta e verdura. Il non utilizzo dell’acqua del rubinetto per dissetarsi, è da ricercare tra diversi fattori, tra questi l’eccesso di cloro e la non fiducia da parte dei cittadini verso l’acqua erogata dal proprio comune di residenza.
«Molto spesso - spiega Gerlando Sciabarrà, vice presidente regionale di Arcosicilia - gli intervistati ci hanno risposto che non usano l’acqua del rubinetto per bere perché non si sentono sicuri, credono infatti che tale acqua non sia sicura e controllata, invece non è così. L’acqua che sgorga dai rubinetti dei siracusani è invece potabile e quindi può essere bevuta con tranquillità. Voglio inoltre spiegare che tutte le acque che compriamo al supermercato credendole sicure in realtà non lo sono e questo per diversi fattori. L’acqua che poi viene imbottigliata e commercializzata, viene presa da una fontana e ha le caratteristiche che noi consuetamente leggiamo sulle etichette, succede poi che l’acqua viene imbottigliata e trasportata in vari punti vendita, a questo punto l’acqua imbottigliata cambia. La plastica che la contiene, il sole a cui viene esposta, gli sbalzi di temperatura e i sobbalzi che subisce durante il trasporto, ne alterano le qualità organolettiche che leggiamo sull’etichetta. Quindi, quando i cittadini comprano l’acqua minerale, devono rendersi conto che le caratteristiche descritte sull’etichetta si riferiscono all’acqua presa alla fonte originaria e non dopo i vari passaggi e le modificazioni che subisce. Oltretutto l’acqua confezionata arreca dei danni anche all’ambiente, basti pensare alle bottiglie di plastica nelle quali è confezionata che non sempre vengono gettate nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata. Tutto questo invece non avviene nell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti eppure, nonostante la sicurezza dell’acqua del rubinetto, questa viene sempre mal vista e snobbata dal consumatore».
L’associazione per la difesa e tutela del consumatore, con l’osservatorio "acqua chiara", vuole monitorare l’uso alimentare dell’acqua da parte dei cittadini e del loro livello di gradimento, contribuendo al miglioramento del livello qualitativo del servizio.
SILVESTRA SORBERA


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