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La Sicilia - Agrigento 30.11.2005
LA NOSTRA INCHIESTA. Riflettori puntati su un dramma che interessa la maggior parte delle famiglie dell’Agrigentino che hanno problemi di bilancio
CAROVITA. Sul perché dei prezzi alti in città intervengono l’Arco e due imprenditori

«Prima con 50 mila lire si faceva la spesa per una settimana, adesso con 50 euro non si riempie il carrello».
Concetto chiaro espresso da Salvatore Tirinnocchi, presidente regionale dell’Arco comsumatori all’indomani della «scoperta» fatta da alcuni mezzi d’informazione, confrontando i prezzi di prodotti analoghi ma venduti e acquistati in città diverse.
Una classifica dalla quale Agrigento esce come quasi sempre con le ossa frantumate.
Tirinnocchi conferma come «la situazione sia insostenibile a causa della mancanza di concorrenza tra commercianti, con offerte che sanno di specchietto per le allodole. L’Arco è impegnata da tempo nell’azione di denuncia dei «sopprusi» subiti dalle tasche agrigentine, tanto da essere sul punto di partorire un dossier disponibile già su internet.
Cresce la voglia di denuncia, ma c’è chi ha deciso di andare contro corrente chiamando a raccolta i commercianti della città, creando un cartello a favore dei consumatori. Si tratta dell’imprenditore Giovanni Parisi, patron della fiera campionaria Viviagrigento, «papà» del neonato «Viviagrigento Club». Non si tratta di un circolo ricreativo per imprenditori
annoiati, ma del consorzio del quale fanno parte titolari di bar, negozi, cinema, teatri, attività commerciali in genere, strutture sportive convinti ad aiutare chi acquista. Del Club farà parte infatti chi tra quindici giorni potrà recarsi nelle edicole per acquistare una card con il quale ottenere sconti dal 10 al 33% nei negozi e nelle attività che hanno aderito all’iniziativa ideata da Parisi. «La card costerà 20 euro, 15 per gli studenti, 5 per gli over 65 e 10 per i turisti che recandosi nei nostri alberghi otterranno anche un libro, un dvd, un cd rom, una piantina con informazioni su Agrigento. Il ricavato servirà alla pubblicazione di un almanacco su Viviagrigento».
Facile immaginare cosa voglia dire per tanti agrigentini entrare per esempio in un cinema aderente al club e non pagare. Parisi motivando la propria trovata dice di essere stato spinto «dall’amore per questa città i cui residenti molto spesso non riescono ad arrivare alla fine del mese».
In attesa che arrivi la card del risparmio firmata Viviagrigento chi ogni giorno di confronta dall’altra parte della barricata con le difficoltà del settore è Giuseppe Burgio. Il manager titolare di una catena di supermercati in provincia racconta quelle che secondo lui sono le motivazioni del salasso che si abbatte sulle tasche dei consumatori e anche sulle sue: «Ad Agrigento e più in generale in Sicilia si paga troppo l’insularità. L’aumento dei prezzi relativi al gasolio, ai pedaggi e ai traghetti fanno lievitare i costi. Per esempio Barilla per consegnare ci fa spendere oltre 8 punti in più che consegnando lo stesso prodotto nel nord Italia. Rispetto a noi se la passano meglio anche i calabresi. I prezzi di acquisto sono uguali, ma cambiano per colpa dei trasporti. Non possiamo andare in concorrenza con Bergamo - dice Burgio - anche perché importiamo tutto dal nord».
A chi pensa che per risparmiare basti acquistare prodotti di aziende siciliane, Burgio replica:«Sono prodotti di nicchia. Per quanto riguarda le attività promozionali dipende dal singolo commerciante». Di certo c’è che che molti agrigentini quando entrano nei supermercati sanno già di doversi privare di qualcosa per acquistare l’indispensabile. Colpa dei trasporti, dell’insularità o magari anche della mancanza di lavoro che pesa come un fardello sulle spalle di tanta gente.
Francesco Di Mare


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